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Vigevano (Novara)

Trasferte > Trasferte Lega2 2009/2010


News sulla città

VIGEVANO e NOVARA

Vigevano

Si trova nella Lomellina nord-orientale, sulla sponda destra del fiume Ticino, che lo separa dalla provincia di Milano. Dista circa 36 km da Pavia, 34 km dal centro di Milano, 27 km da Novara.
Cenni storici
La parte più vecchia di Vigevano è datata al basso medioevo. Al tempo la città venne fortificata lungo uno dei lati della pianura del Ticino. Il paese divenne una città indipendente, grazie alla sua posizione strategica e per questo divenne centro di conflitti frequenti tra Pavia e Milano.
Il 14 marzo 1530 la città venne eretta sede vescovile.
La città divenne feudo di diverse famiglie: i Della Torre, i Visconti tra la fine del Duecento e la metà del Quattrocento e gli Sforza tra il 1450 e il 1535. Durante il periodo sforzesco la città entrò nel suo periodo aureo divenendo residenza ducale, un centro commerciale di notevole importanza e vi fu installata la sede vescovile.
Il 9 agosto 1848 venne firmato, presso l'attuale vescovado, l'armistizio Salasco che prevedeva una tregua di sei settimane, tra Austria e Piemonte, nel corso delle prima guerra di indipendenza.
I monumenti
Piazza Ducale è stata costruita nel 1492-94, al posto di un mercato e dopo aver abbattuto non poche case. La piazza che noi vediamo non è uguale a quella voluta da Ludovico il Moro, infatti vennero apportate varie modifiche. Il Duomo venne rifatto a partire dal 1531 e terminato nel 1606. L’interno a croce latina con tre navate conserva l’aspetto tardo-rinascimentale. La costruzione del Castello iniziò nel 1345 da Luchino Visconti, ma fu ripresa cinquant’anni dopo da Gian Galeazzo Visconti e nel ‘400 da Galeazzo Maria Sforza. Successivamente Ludovico il Moro, trasformò il Castello in una bellissima e fastosa residenza. La torre del Bramante è stata trasformata dall’architetto alla fine del ‘400. Palazzo Ducale costituisce una delle parti originarie del Castello Visconteo. Dietro al palazzo si trova la loggia delle Dame. Dalla torre principale del maschio, un passaggio porta alla strada sopraelevata. Quest’ultima è larga 7 metri e lunga 163 metri ed un tempo univa il castello alla più bassa rocca Vecchia. La chiesa di San Pietro Martire fu costruita nel 1363 da Bartolino da Novara per i Domenicani. A destra della chiesa ci sono due chiostri del ‘400. In corso della Repubblica, c’è Palazzo Sanseverino, che prende il nome dal genero di Ludovico il Moro. La chiesa di San Francesco sorse nel 1379 e fu ampliata nei secoli successivi. All’interno dell’ottocentesco Palazzo Crespi, ha sede il Museo Civico. Comprende tre sezioni: 1) il Civico Museo Archeologico con reperti preistorici, paleontologici, cimeli del risorgimento, ecc; 2) la Pinacoteca con opere di pittori vigevanesi dell’800 e del ‘900; 3) il Museo della Calzatura “Pietro Bertolini”, il quale offre un panorama completo della calzatura attraverso i tempi.
La cucina
Tra le svariate proposte di piatti e delizie gastronomiche che impreziosiscono Vigevano e la Lomellina, spiccano insaccati formaggi e i piatti a base di riso, questi ultimi presenti in tutti i tipi di portate, dagli antipasti ai dolci.
Dolceriso del Moro
Si dice che il Dolceriso sia stato sfornato per la prima volta nelle cucine del Castello Sforzesco di Vigevano. Era la primavera del 1491, Beatrice d'Este, la raffinata, giovane moglie di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, voleva un dolce speciale da offrire al “signor suo consorte” e agli ospiti che qui trascorrevano “tutto il die et persino a mezza nocte passata in zoghi e feste”. E il dolce, oggi come allora, è vera espressione rinascimentale. Legato al territorio, perché ripieno di quel riso la cui coltivazione si andava affermando nelle terre del Vigevanasco, e ricercato, perché profumato dall'acqua di rose e ricco di cedri canditi dei confettieri genovesi. Lo stampo inciso con l’impresa araldica dello “scovino”, caro al Moro, ne impreziosisce la forma.


Novara

Una città a misura d'uomo, dove le tradizioni e la storia si incontrano in un centro storico che assomiglia a un salotto ottocentesco, dominato dalla cupola svettante di San Gaudenzio, capolavoro di Alessandro Antonelli.
Una città stretta tra una striscia di terra e risaie tra il Sesia ed il Ticino. Qui si estende la pianura novarese chiazzata dalle risaie e dalle antiche cascine incorniciate dai pioppeti. Alle spalle l’incurvarsi delle colline del vino e dei castelli e più su ancora il silenzio suggestivo del lago d'Orta e i riflessi luminosi del lago Maggiore. L'orizzonte è chiuso dalle alpi con i ghiacciai perenni del Monte Rosa.
Il capoluogo della provincia più orientale del Piemonte, a 101 chilometri da Torino e 50 da Milano, servito da infrastrutture importanti quali l’aeroporto della Malpensa, la rete autostradale e, nel breve futuro, dai treni ad alta velocità... Una terra facilmente raggiungibile, dove si respira una particolare atmosfera caratterizzata dal rigore piemontese e dalla vivacità meneghina.
Giungendo a Novara,si dimentica lo stress, il traffico in centro, le lunghe file... Ogni frammento di storia che compone il mosaico della città di oggi è lì a suggerire che da sempre i novaresi hanno scelto di vivere in una città a misura d’uomo. Infatti si può scoprire un modo speciale e diverso per conoscere questa città: è proprio la tranquillità, il ritmo lento di una passeggiata sul vecchio acciottolato dei vicoli, gli acquisti nei negozi alla moda sotto i portici ottocenteschi, un aperitivo in una piazzetta ombrosa.
Novara è un piccolo mondo da scoprire con il passo di chi sa apprezzare i dettagli. Un respiro sotto i viali alberati ultracentenari dell’Allea, uno sguardo riflesso nei vetri di una bottega artigianale, un angolo cui affezionarsi tra arte e sentimento. Sono le piccole cose da assaporare con pazienza, da imparare a chiamare per nome, seguendo la traccia di un racconto tra storia e leggenda. Perchè tutto è possibile solo in una città di provincia che ha saputo mantenere un’atmosfera avvolgente, evolvendosi senza tradirsi. In fondo il modo migliore per riassumere Novara è guardarla passeggiando nel suo centro. Tutto ciò che sta dentro lo spazio di quello sguardo sarà la Novara che ci si porta dentro per sempre. In una città come Novara c’è un mezzo di trasporto privilegiato: la bicicletta.
Grazie alle nuove piste ciclabili anche i turisti dovrebbero provare a girare in questo modo la città. Su due ruote si possono percorrere le brevi distanze che separano i luoghi più significativi all’interno della cerchia dei bastioni alberati o raggiungere il grande polmone verde dell’Allea. Si può comunque arrivare anche fuori porta, dove l’asfalto diventa selciato e la città lascia il posto alla campagna, tra cascine e campi coltivati: ci si ritrova nella “Terra degli aironi”, alla quale è dedicato anche un premio letterario nazionale.
CI DIAMO APPUNTAMENTO ALL’ANGOLO DELLE ORE?
Un tempo ci si dava appuntamento all’angolo delle Ore. Avviene ancora oggi in una città ricca di orologi che da secoli connotano con la loro presenza i vari angoli di Novara del centro storico, simboli del tempo che scorre lento come l’acqua del Ticino, il “fiume azzurro” poco distante dalle porte della città. Nell’Ottocento tutti gli orologi della città erano regolati ogni mezzogiorno, sul rintocco di quello della torre di Palazzo Natta.

>> Il cortile del Broletto
Il cortile del Broletto: entrarci è un’immersione in un Medioevo intatto, ancora palpitante delle lotte dei cavalieri a cavallo raffigurati in un lungo e affascinante fregio sulla facciata. Si torna ancora più indietro nel tempo se si passeggia presso le antiche mura romane. Ma si possono scoprire anche i bastioni, ora alberati, costruiti dopo che l’imperatore Carlo V occupò la città. I portici conducono poi al Battistero dei primi cristiani, alla Canonica dove il poeta Petrarca arringò i novaresi, o al castello, immerso nel verde ma prigione fino al secolo scorso, o al teatro Coccia, dove echeggiano ancora le note delle orchestre dirette da Mascagni o dall’erede di Toscanini, Guido Cantelli. A Novara si passa accanto alla storia senza fare code ai musei (con le collezioni archeologiche e pittoriche del Broletto, il Lapidario e il museo Faraggiana di storia naturale che affascina grandi e piccoli, grazie alla nuova sezione dedicata agli animali dell’Africa), senza mai togliersi il piacere di sedersi al tavolino di un caffè in una piazzetta tranquilla. Qui la storia è sempre dietro l’angolo.
UN POZZO PER NON PAGARE LE TASSE!
A Novara c’è un pozzo che è servito, molto tempo fa, a non pagare le tasse. Avvenne nel 1356, quando la città fu occupata dalle truppe del marchese del Monferrato. I novaresi invasero il Broletto, sede del municipio, sottrassero quante più carte poterono e le gettarono dentro il pozzo situato nel cortile del palazzo comunale. Si narra che riuscirono così a evitare richieste di nuove tasse da parte dell’invasore.
Questa è la storia di un pozzo che c’è tuttora ed è muto custode del passato di questa città.
IL CAVALLO NASCOSTO DI LEONARDO DA VINCI
C'è un luogo a Novara dove la storia si ammanta di leggenda: è il Castello Sforzesco. Sarà vero, come si narra, che in un sotterraneo sia stato addirittura custodito un cavallo d'oro massiccio opera del grande genio Leonardo da Vinci per il duca di Milano Ludovico il Moro? Piace pensarlo, soprattutto oggi che il cortile del castello è stato riaperto per essere teatro di eventi all'aperto: così un concerto, la proiezione di un film, l'allestimento di uno spettacolo o altre manifestazioni si caricano di suggestioni storiche, culminanti nelle rievocazioni in costume, quando dame, cavalieri e giullari trasformano storia e leggenda in un'emozione attuale.

>> I biscottini di Novara: specialità dolciaria
A TAVOLA!
Novara è anche un invito a pranzo o a cena. Non si può dire di aver conosciuto bene la città senza essersi seduti a una tavola apparecchiata con sapori inconsueti ma appetitosi, cari alla tradizione di una civiltà contadina ormai al tramonto che sopravvive proprio in questi piatti. È la civiltà della gente novarese che nel corso dei secoli ha saputo cogliere dalla natura il meglio e trasformarlo. A cominciare dal riso che cresce nella pianura tutt’intorno la città con una delle maggiori produzioni nel mondo. Ci sono mille ricette di risotti ma la più classica è quella della paniscia: così la si può ancora chiedere in ristoranti e trattorie per farsi preparare un piatto fumante di riso cotto con fagioli e verze, al cui aroma il gustosissimo salame locale aggiunge un sapore inconfondibile e pieno, per un corposo primo piatto.
Poi come non provare le diverse qualità, dolce e cremoso oppure ben stagionato e piccante, di un formaggio novarese (a denominazione di origine protetta) che ha conquistato il mondo, il gorgonzola? Sulla tavola imbandita ecco ancora il salame della duja dal nome del vaso in cui viene conservato sotto grasso e il marzapane, un tipico sanguinaccio; oppure il fidighin, una mortadella di fegato di maiale che contribuisce a far venire l’acquolina in bocca.
UN AMORE... DI FORMAGGIO
Ora che il gorgonzola fa il giro del mondo, scoperto come ingrediente a tutto pasto dai più importanti chef, cresce la curiosità sulla sua origine. La leggenda vuole che un giovane formaggiaio, per incontrarsi con la ragazza che amava, tralasciò di finire il suo lavoro e il formaggio, lasciato incompiuto, fece maturare le caratteristiche muffe e diede vita al progenitore del gorgonzola.
IL DOLCE POTERE DI RE BISCOTTINO
Anche Gabriele D’Annunzio amava farseli regalare e chissà che non abbiano ispirato qualche poesia. I biscottini di Novara sono il dolce novarese più famoso, ottenuto secondo una ricetta nata nei conventi femminili della città verso il 1500, con un segreto: una pasta che non prevede l'uso di grassi, ma soltanto di farina, zucchero e uova. Da qui la sua straordinaria leggerezza (ogni pezzo pesa al massimo 7 grammi) che si apprezza soprattutto intingendo i biscotti dalla tipica forma allungata in vini o liquori dolci. A Carnevale Re Biscottino sfila nelle vesti della maschera cittadina, per l’allegria di piccoli e grandi.




Dove mangiare

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Informazioni tratte da: www.Ilmangione.it

Ristorante

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Cucina

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Il nostri consigli:

IRENE ART CAFE'
cocktail bar, musicbar, caffè letterario, sala mostre pittura, fotografia, disegno, area book crossing, Ampia sala con musica e video
c.so Italia, 34/C (di fronte alla nuova Galleria dei Portici)
15.00 - 19,30
Tel. 0321 659386

MIVIDA
Caffetteria Ristorante alternativo cocktail bar, aperitivi in musica serate artistiche ed a tema
Largo San Martino 10
Tel. 0321 36312
Aperto dalle ore 7.00 alle ore 24.00

Eventi in programma

EVENTI E MANIFESTAZIONI A NOVARA
DOMENICA 15 NOV 2009

Arsacra

Centro Culturale La Riseria
Trentotto artisti presentano opere pittoriche, scultoree e fotografiche di ispirazione religiosa, devozionale o di impegno etico sociale. Inaugurazione 7/11 h. 17.30
dal 07/11/2009 al 15/11/2009
venerdì, sabato e domenica: 15.30 - 19; gli altri giorni su appuntamento
Sede Centro Culturale La Riseria
via Conti di Biandrate, 11/a
lariseria@virgilio.it; 0321 611645


Curiosità a Novara
Antiques
Mercatino
il 15/11/2009
dalle 8 alle 19
corso Mazzini e piazza Gramsci
mercatiniecuriosita@gmail.com


Fiera di novembre
Mercato generi vari
dal 14/11/2009 al 15/11/2009
tutto il giorno
vie e piazze della città
Il colore, la terra, il sogno. Retrospettiva di Giulio Pasquini
Comune di Novara Assessorato alla Cultura
dal 31/10/2009 al 15/11/2009
Broletto
via Rosselli, 20


Le stanze di Sandra
Comune di Novara Assessorato alla Cultura e Musei
Esposizione degli arredi dal piano nobile di Casa Rognoni Salvaneschi
dal 14/11/2009 al 29/11/2009
dalle 15 alle 19
Casa Rognoni Salvaneschi
A.Canobio, 12
Servizio Beni Culturali - Musei tel. 0321 3702755


'L'opera d'arte: impariamo a conoscerla'
Esposizione dei lavori eseguiti dagli alunni che hanno aderito al progetto.

Comune di Novara Assessorato all'Istruzione e Novara Città dei Bambini in collaborazione con Associazione La Canonica
Progetto condotto dalle operatrici del Nucleo di Didattica ambientale sezione storico-artistica
dal 10/11/2009 al 15/11/2009
da lunedì a venerdì: 10-12 e 14.30-16; sabato e domenica: 15-17.30
Sede 'La Canonica'
vicolo Canonica, 3
ingresso e visite guidate: gratuito
Nucleo didattica ambientale: tel. 0321 3703522


Palasport

Palasport "Stefano Del Lago"
Viale Kennedy. 34
15033 NOVARA
Tel.: 0321/453708
Capienza 2500 posti
Disponibilità per il settore ospiti:
400 posti!!!
Apertura biglietteria e palasport:
ore 16:45

Biglietti Gradinata superiore ospiti
ingresso intero € 10.00
Biglietti Gradinata inferiore ospiti
ingresso intero € 13.00
Biglietti Tribuna Centrale
ingresso intero € 15.00
Per tutti i settori:
ingresso ridotto bambini/ragazzi
(6-18 anni) € 5.00

Come raggiungere il palasport


MAPPA e calcolo PERCORSO
L'incontro si disputa presso il Pala Dal Lago, che è costituito da una palestra con pavimento in parquet che ospita sia un campo regolamentare di pallavolo, sia di pallacanestro, sia di hockey su pista, ed ha una capienza massima di 2500 persone.

Dall’autostrada:
Uscire a Novara Ovest (Agognate) e seguire le indicazioni per Novara. Dopo il cavalcavia svoltare a destra (V.le Volta) e proseguire per circa 500 mt. Al semaforo tenere la destra (V.le Allegra) e proseguire sempre dritto fino a una curva a sinistra, dove inizierà Viale Kenendy. Il Palazzetto si trova 500 mt sulla destra.

Dalla stazione ferroviaria:
prendere il viale Manzoni e poi viale Dante Alighieri. Girare a destra in via Gnifetti e poi proseguire su viale Volta. Imboccare viale Allegra e alla seconda rotonda, ecco viale Kennedy. Oppure da piazza Garibaldi, dove c'è la stazione, prendere l'autobus numero 7.

Dall’ aeroporto:
Da Linate prendere l’autostrada Milano – Torino e uscire a Novara est e seguire le stesse indicazioni fornite per il percorso in auto.
Da Malpensa proseguire per Novara.


Tifoseria locale

Che tempo fa?


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